Avevo già trattato tempo fa delle cattive abitudini di alcuni di noi al volante (troppi per la verità).
Il post "Sociologia al volante" (sotto troverete il link se vi andasse di leggerlo) descriveva le mie personali riflessioni su come a volte, la strada venga vissuta come una proprietà personale.
Oggi cercherò di descrivere come mai nonostante alla guida si sia un popolo di egoisti ed arroganti, ogni tanto veniamo presi da una profonda bontà e senso di fratellanza verso la categoria del fellow automobilista, per dirla all'anglosassone, comportandosi in maniera da lasciar basito anche l'animo più gentile e responsabile.
Perché arroganti o egoisti?
Avete mai provato a far notare a qualcuno che sta parcheggiando nel posto riservato ai diversamente abili? Se tutto va bene vi beccate una ridda di insulti, invitandovi ad occuparvi di problemi strettamente di vostra competenza.
Vi è mai capitato di provare a ragionare con chi al centro commerciale sta girando alla ricerca del parcheggio in contro mano? Anziano o giovane può capitare che il risultato sia sempre lo stesso, venire invitati ad andare a visitare luoghi dove dicono non batta mai il sole.
E se poi il parcheggio viene individuato da due automobilisti che stanno girando in tondo come squali sulla preda da 20 minuti? L'atmosfera si trasforma immediatamente in qualcosa di simile al duello di mezzogiorno di fuoco. Occhi piantati fissi su quelli dell'altro pretendente, piede sull'acceleratore sgasando nervosamente, come a dire muoviti e ti rifaccio il paraurti. E mentre la tensione cresce, l'anziana che sta svuotando il suo carrello su di una Panda del 1987, sembra percepire l'elettricità e continua il trasferimento dei generi alimentari dal carrello all'auto, alla velocità di una lumaca con problemi di deambulazione.
Ma non ti fai intimidire, nonostante tu sia seduto dentro un'utilitaria, mentre l'altro aspirante al parcheggio conduca un mostro di tre metri d'altezza dal nome asiatico impronunciabile stile Madzinger.
O vogliamo mettere quando sei in fila al semaforo e vedete il poveretto che sta provando ad immettersi nel vostro senso di marcia da chissà quanto tempo? Ma a te non importa, non puoi fermarti 2 metri prima, non puoi arretrare neanche di un centimetro e così arrivi fino al culo di chi ti sta di fronte impedendo di fatto l'immissione di chi attende da ore.
Di esempi negativi ne potrei aggiungere diversi, fatelo pure voi nei commenti se volete, ma nonostante tutta questa acredine che regna sovrana per le strade, questa difesa dello spazio di carreggiata o parcheggio che sia, noi siamo capaci anche di gesti inaspettati e buoni.
Hai appena finito di litigare per una precedenza, hai appena insultato il tipo che ti stringeva a sinistra, hai urlato contro il motorino che con slalom degno di Alberto Tomba sta facendo il pelo a tutte le auto in un raggio di 500 metri. Hai il livello biliare al massimo, la gastrite ti attanaglia lo stomaco, vorresti che un tornado arrivasse e risucchiasse tutti gli altri automobilisti, pedoni o motociclisti che ti intralciano la via.
Ma in mezzo a questa battaglia per la sopravvivenza stradale, una macchia azzurra cattura la tua attenzione. E' li davanti, ferma sulla carreggiata opposta al tuo senso di marcia, quindi capisci che a te non potrà far nulla. Ti avvicini e sai che la macchia azzurra è una pattuglia della stradale con in mano uno strumento diabolico, l'autovelox.
E allora dimentichi tutto, la bile sparisce, e ti trasformi in un attimo come per miracolo, e da vendicatore della notte, ti evolvi nella versione 2.0 di Madre Teresa, e cominci a lampeggiare.
Si provi un senso di comunanza, vicinanza, tenerezza e compassione per coloro che procedono in senso contrario. Improvvisamente ti senti buono, amorevole e non ti basta più solo sfanalare, fai ampi gesti di rallentare con la mano, ripensi a quello con cui hai litigato per il parcheggio ed una lacrima fa capolino, bagnando il senso di colpa. Vedi tutti quelli si accorgono del tuo segnale rallentare e farti un cenno d'intesa e ringraziamento. Ti senti felice e magnanimo, e ti senti puro come un bimbo, perché anche per oggi hai fatto la tua buona azione.
- Sociologia al volante parte I
A chi ancora sfuggisse il senso delle mie parole, sia di questo che del precedente post, una lettura che può essere d'aiuto : Codice della strada.
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giovedì 17 settembre 2015
venerdì 31 ottobre 2014
Sociologia al volante.
Il popolo guidatore è variegato e tutti coloro che giornalmente utilizzano la vettura a quattro ruote e si lanciano nella giungla del traffico, sanno bene la fauna con la quale si dovranno confrontare giornalmente.
Da quando ho preso la patente, ho potuto verificare che le categorie, benché variegate, sono comunque rimaste immutate nel tempo.
Ovvero, cambiano i modelli, cambiano i colori, ma chi si mette al volante non cambia mai.
Per comodità ve ne descrivo alcune.
IDIOTA CON SINDROME DA NIKI LAUDA
Solitamente di età massima 23-25 anni, macchina di piccola cilindrata, gomme lisce e carrozzeria provata da anni di guida alla cazzo di cane, in compenso impianto radio da 3.000 Euro .
Sfreccia convinto a 120 km nei centri urbani, avendo nella sua testa bruciata dalla playstation, il circuito cittadino di Montecarlo, normalmente accompagnato da coetaneo che siede beato al suo fianco con sorriso coglione stampato sul viso.
FURGONARO
Categoria che personalmente mi irrita parecchio, dotati di furgoni bianchi di varie stazze e forme, sono una razza convinta che esista, non il limite di velocità massimo, ma il limite minimo, ovvero una soglia al di sotto della quale non si possa andare.
Percorrono quindi qualsiasi strada viaggiando 40/50km orari al di sopra dei limiti consentiti.
Ma la caratteristica che li accomuna tutti, senza distinzioni dovute a razza o religione e che sono geneticamente predisposti a guidarti a 5 cm dal tuo culo, nonostante si sia in autostrada e si stia viaggiando a 130 km orari.
IL CENTRISTA
Questa è forse la categoria più democratica ed ecumenica. Non esistono differenze di età, sesso o cilindrata di macchina.
Chiunque può essere colpito da questa forma di idiotismo senza senso, che ti porta ad essere incapace di reagire a qualunque stimolo sonoro (clacson) o luminoso (sfanalamento), e così di colpo, ti ritrovi senza motivo alcuno a viaggiare nella corsia centrale dell'autostrada a 90 km orari mentre quella di destra rimane desolatamente vuota.
Capisco che nel nostro paese, solo a sentir parlare di destra si ha il terrore che risorga Mussolini, ma se hanno fatto 3 corsie (addirittura 4) un motivo dovrà pur esserci.
E invece nulla, ma il picco dello sconforto lo si raggiunge quando tu puoi finalmente superare a sinistra (dopo aver aspettato i soliti minchioni che vanno a 180 km) e cerchi di fargli capire che se vuole andare a 90km lo faccia pure, ma che lo faccia nella corsia vuota a destra.
E' tempo perso, e te ne rendi conto, quando butti l'occhio per vederne la faccia e ti rendi conto che chi guida ha la stessa espressione di un manichino della Standa, ovvero nessuna luce umana nei suoi occhi,sguardo bovino perso nel vuoto e mani incollate al volante come per paura che qualcuno glielo possa portare via.
LA PRUDENTE
Quella categoria di donna talmente convinta della fesseria spacciata da diversi blog ammorbacervello, che loro, al contrario degli uomini, riescono a fare più cose contemporaneamente, che pregne di tale infinita abilità femminina, guidano, telefonano, messaggiano, si truccano, si pettinano....etc....etc...
Allora vi chiederete, ma perché prudente?
Perché oltre ad essere fighe, intelligenti, smart, alla moda, sono prudenti in quanto hanno messo attaccato dietro l'adesivo con la scritta " Bebè a Bordo" per non far correre rischi alla prole.
L'AGILE VETUSTO.
Questa tra tutte è la più incredibile, e ditemi voi se non ho ragione.
Sei li che stai percorrendo un tratto di strada libera, mantieni la tua velocità consentita, nessuno davanti, nessuno che arrivi in senso contrario, linea di mezzeria che consente eventuali sorpassi.
Davanti a te a circa 200 metri noti con la coda dell'occhio sulla tua destra una macchina che sporge il muso sullo sfondo pronta per immettersi dalla stradina laterale lungo il tuo senso di marcia.
Come detto, nessuno davanti a te, quindi lui vede benissimo che stai per arrivare. La logica imporrebbe che aspetti il tuo passaggio per poi avventurarsi in maniera sicura lungo il tuo senso di marcia.
Quindi, forte di tale logica, prosegui tranquillamente, in quanto il muso della sua Fiat modello Duna 1985, argento canna di fucile lucida e splendente, rimane fermo sul bordo, ma tu sai, nel tuo profondo, che è come un felino che abbia adocchiato la preda pronto a scattare con balzo fulmineo al collo della malcapitata fiera.
Nel frattempo come d'incanto e mentre ti avvicini all'incrocio, in senso contrario appare una fila di auto e camion lunga diversi metri, e a completare il tutto la linea di mezzeria si trasforma in un classico doppia striscia continua da divieto di sorpasso alcuno. Quindi se ti si mette davanti non potrai mai sorpassarlo.
Stai li, pensi, non ti muovere,dici, ormai ci sei quasi, quindi fammi passare e poi immettiti pure.
Invece proprio come temevi, quando sei oramai a pochi metri da lui, la duna, con scatto degno di un ghepardo e con agilità sorprendente si getta prima nel mezzo della strada poi con incredibile perizia, fa due o tre derapate di culo si mette li davanti a te.
Tu intanto hai inchiodato, lo stai stramaledicendo pensando, bravo fenomeno, adesso vai però, scorri.
Invece il conducente della Duna (che nel frattempo tu hai visto bene in faccia e ti sei reso conto che ha un età che gli permetterebbe, davanti ad un bicchiere di vino, di raccontarti deliziose storie di trincea lungo il Piave avendo vissuto personalmente la Grande Guerra del 15-18) perde quella lucidità da predatore della savana, e le sue sinapsi tornano a muoversi allo stesso ritmo blando di un elettore del PD e si mette comodamente a 25 km orari davanti a te, e tu sai che non supererà mai quel limite per i prossimi 5 km.
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