Ormai è facile trovare nei social diversi gruppi che patteggiano per l'estate o l'inverno a seconda della percezione che ognuno di noi ha del clima e del proprio benessere psicofisico, quindi ancorarsi alle classiche definizioni di bello o brutto tempo diventa sempre più difficile.
Certo questa estate, odiosamente africana, sta facendo vacillare anche i più incalliti sostenitori dell'estate soleggiata e tipicamente da spiaggia, perché tutto si può dire tranne che un caldo così insistente ed estremo sia piacevole.
Hanno voglia di cantare i soliti menestrelli inneggiando all'estate, parlando di amori, sapori di vodka e menate varie. Provate voi a fare baldoria con 37° e un livello di afa che toglie il respiro. Oppure chiedete al poveretto che da due settimane non chiude occhio perché in camera alle 2 di notte ci sono 31 gradi, di condividere # fuori c'e' il sole, l'unica cosa che vorrà condividere con voi saranno le mani sulla vostra faccia.
E così se da una parte abbiamo facce beate di chi ci propina le previsioni meteorologiche, quando dicono anche domani bel tempo, ovvero temperature sopra i 35 gradi (da settimane) e afa al 70%; di contro, poi, se ci devono dire che pioverà e avremo giornate uggiose o temperature basse, li vedi tristi come dopo aver ricevuto una cartella esattoriale, pronunciando la frase, ancora brutto tempo, con lo sguardo mesto.
Ma chi ha detto che una giornata invernale con la sua pioggia non abbia il suo fascino o non abbia i suoi lati positivi ? O che non vi sia gente che invece si crogiola al dolce scendere di una nevicata o sentendo il rombo di un tuono o l'ululare del vento ?
Chiaro non stiamo parlando di tifoni e uragani (anche se ci stiamo oramai abituando a questo genere di eventi) ma se questi sono indubbiamente fenomeni estremi e distruttivi, lo sono in egual modo tre settimane consecutive di caldo sopra i 37 gradi. Altro che bel tempo.
Lasciamo da parte i vari siti raccogli pubblicità che si inventano i nomi più assurdi tipo Caronte, Ifigenia, Rosalba e Carmela per i vari fenomeni meteorologici, ma se fosse possibile mi piacerebbe lanciare un messaggio a chi si occupa di fare vera informazione.
Cari signori, quando date le previsioni, se sono previsti eventi estremi e distruttivi (vedi nubifragi o ondate di caldo) si richiede professionalità e non nomi da circo, ma se ci troviamo di fronte normali fenomeni stagionali perché non limitarsi a dire, domani Sole, domani Pioggia, domani Coperto, domani Sereno e lasciare decidere a noi se quello che ci aspetta sarà bel tempo o brutto tempo?
venerdì 14 agosto 2015
mercoledì 12 agosto 2015
EXPO Boh ?
Lo ammetto non sono mai stato molto convinto dell'Expo, per carità è solo un parere personale naturalmente ma credo che se quei soldi fossero stati spesi per progetti reali contro il mal nutrimento in alcune zone del mondo avrei preferito.
Ma come detto, trattasi di puro parere personale e quindi torniamo a noi, EXPO, Milano.
L'occasione per visitarlo è stato rivedere un caro amico, che al contrario di me, ci teneva in maniera particolare e allora venendo io da Bologna e lui dalla mia Sicilia ci siamo dati appuntamento come spesso avviene in posti strani. Questa volta è toccato vederci ad EXPO.
Ok, deciso il giorno cominciamo con il cercare le offerte con i treni perché di andare in macchina non se ne parla.
Offerte, un parolone. Italo ancora ha una certa decenza nei prezzi ed offre una andata e ritorno in giornata tutto sommato ad un prezzo abbordabile, l'importante è che tu sia desideroso di una visita bonsai perché arriva intorno alle 12 e riparte intorno alle 18.
Troppo poco tempo, non resta che la cara Trenitalia, cara non in senso di amorevole ma di ladra arrabbiata. Nel sito ti dice a partire da 25 € andata e ritorno, ma non specifica che devi fare i biglietti 8 mesi prima se vuoi avere quei 2 posti a disposizione.
Morale 68 € andata e ritorno.
Ma come detto, trattasi di puro parere personale e quindi torniamo a noi, EXPO, Milano.
L'occasione per visitarlo è stato rivedere un caro amico, che al contrario di me, ci teneva in maniera particolare e allora venendo io da Bologna e lui dalla mia Sicilia ci siamo dati appuntamento come spesso avviene in posti strani. Questa volta è toccato vederci ad EXPO.
Ok, deciso il giorno cominciamo con il cercare le offerte con i treni perché di andare in macchina non se ne parla.
Offerte, un parolone. Italo ancora ha una certa decenza nei prezzi ed offre una andata e ritorno in giornata tutto sommato ad un prezzo abbordabile, l'importante è che tu sia desideroso di una visita bonsai perché arriva intorno alle 12 e riparte intorno alle 18.
Troppo poco tempo, non resta che la cara Trenitalia, cara non in senso di amorevole ma di ladra arrabbiata. Nel sito ti dice a partire da 25 € andata e ritorno, ma non specifica che devi fare i biglietti 8 mesi prima se vuoi avere quei 2 posti a disposizione.
Morale 68 € andata e ritorno.
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giovedì 30 luglio 2015
189 schiaffi alla decenza
189 voti contrari che risuonano come 189 schiaffi in faccia alla decenza, alla magistratura e alle miserie che questa casta arroccata sull’Olimpo del privilegio, ci propina quotidianamente.
Nonostante gli organi competenti avessero chiesto l’autorizzazione a procedere contro Azzolini, la casta sanguisuga si chiude a riccio e protegge se stessa. In un mantra senza fine “ oggi a te, domani potrebbe succedere a me”. E fin qui tutto come sempre.
Nonostante gli organi competenti avessero chiesto l’autorizzazione a procedere contro Azzolini, la casta sanguisuga si chiude a riccio e protegge se stessa. In un mantra senza fine “ oggi a te, domani potrebbe succedere a me”. E fin qui tutto come sempre.
La cosa che mi lascia basito è che tra questi 189 calci alla decenza, ve ne siano almeno una settantina che arrivano dal partito dei puri, si proprio quel PD che fino a poco tempo anni fa inorridiva di fronte a queste porcherie.
Rottameremo tutti, bisogna eliminare la corruzione, urlava deciso in maniche di camicia, rigorosamente bianca, con fiero cipiglio, e poi , proprio quando ve ne è bisogno, la memoria glissa e si difende come sempre il fetido sistema .
Rottameremo tutti, bisogna eliminare la corruzione, urlava deciso in maniche di camicia, rigorosamente bianca, con fiero cipiglio, e poi , proprio quando ve ne è bisogno, la memoria glissa e si difende come sempre il fetido sistema .
Si scrivono sui social proclami e promesse da 140 caratteri, di berlusconiana e pregevole fattura, ma al momento della verità, di fronte ad una richiesta della magistratura, anziché consegnare il presunto colpevole e dimostrare al popolo che ai proclami seguono i fatti, con ecclesiastico fervore, ci si affida alla propria coscienza.
Coscienza che chiaramente senza alcun pudore si volta dall’altra parte, si tappa il naso e vota contro.
Poi, come se non bastasse, a rimarcar la beffa, arriva il mea culpa da esibire con programmata e studiata espressione contrita, per domandare scusa al popolo ingannato.
Considerando che se chiamata in causa la vostra coscienza non è stata in grado di scegliere ciò che è giusto, abbiate almeno la coscienza di stare in silenzio, quello si che sarebbe farne buon uso.
sabato 25 luglio 2015
Report di una vacanza in Slovenia
Slovenia, giovane nazione, nata dallo sfaldamento della
Repubblica Jugoslava, direi molto più
austriaci, nonostante l'accento tipico cavernoso slavo che fa si che anche se a
parlare sia una fanciulla di 15 anni , biondina, carina appena aperta bocca, vi
sembrerà di colloquiare con un messaggero degli inferi.
Paese ospitale, accogliente, che ha ben capito che il
turismo e quindi il turista, va rispettato. A parte Lubiana, piccola gemma che
vale una mezza giornata, io come sempre e dopo aver visto nella mia vita,
milioni di chiese, musei e palazzi oramai, alla mia veneranda età mi dedico ad
ammirare le bellezze che madre natura rigogliosamente ed orgogliosamente ci
offre.
E quindi vai di parchi nazionali alla ricerca del fresco, del
silenzio e per allontanarmi quindi dal casino.
A chi ama la montagna mi sento quindi di suggerire
assolutamente il Parco Nazionale del Triglav.
Posto vicino ai confini con l’Italia, superato il più famoso
lago di Bled, con il suo paesino e la chiesetta su di un isola in mezzo al
lago, insomma classico paese da cartolina pieno di gente e casino, (la fermata
si consiglia solo per il tempo di gustarsi una kremšnita , dolce tipico di
Bled) si prosegue per venerdì 3 luglio 2015
Strada o Regia Trazzera ? In nome dello Stato ! Non ti permetto…

Oggi sfogliando il Venerdì di Repubblica, trovo un interessante articolo di Antonio Fraschilla sul famoso viadotto crollato lungo la Autostrada siciliana A19 che collega Palermo e Catania.
Lo leggo e rifletto su quanto sta succedendo sui social e non solo, in merito alla iniziativa del M5S siciliano di finanziare un progetto viario e temporaneo con 300.000 €, raccolti rinunciando a parte dei compensi percepiti dai deputati pentastellati eletti all’ Assemblea Regionale Siciliana (parlamento che spesso sale agli onori della cronaca non certo per oculatezza economica).
Riepilogando, perché mi rendo conto che può sembrare incredibile, abbiamo dei politici che si riducono il compenso per investirli in opere di utilità pubblica, a favore di cittadini, allo scopo di facilitare il collegamento di una Sicilia spezzata in due.
La logica direbbe, però, bravi, era ora che invece di fottersi solo i soldi per ottenere potere e prestigio, sistemare il parente o l’amico e ultimamente mettiamoci pure l’amante, scusate le amanti, cosa fa una discreta schiera dei miei conterranei?
Irride, ironizza, dicendo che trattandosi di Regia Trazzera si tratta di una mera operazione di propaganda populistica (quanto adorano usare questa parola, aggettivo che ha sostituito l’arcano e violento “fascista” con il più moderato è decisamente radical chic “populista”)
A sostegno della loro ilarità si schierano gli studi tecnici, quelli del Ministero, quelli dell’Anas, che con rigore tipicamente burocratico sbandierano dati dicendo “Trattasi di Regia Trazzera è pericolosa e non adatta al traffico sia esso pesante che veicolare”.
Peccato, e torniamo all’articolo del Venerdì di Repubblica, è dal 1971 che uno studio fatto dall’Ingegnere Santo Motta, commissionato proprio dall’Anas al termine dei lavori della A19, riportava chiaramente che costruire in quel punto era “pericoloso” e quindi si rendevano necessarie delle opere di consolidamento. Consolidamento che sarebbe costato solo un 10% in più dei costi sostenuti all'epoca. Naturalmente il Ministero rispose che non si evidenziavano criticità. Morale oggi rifarlo costerà 30 milioni di Euro. Soldi nostri, per chi si fosse dimenticato.
Quindi non mi stupisce affatto che le ingorde istituzioni si scaglino contro l’opera alternativa promossa e in già in esecuzione, finanziata con i soldi di parlamentari, in quanto è uno smacco al loro modus operandi difficile da ingoiare, minerebbe lo status quo, lederebbe pericolosamente il loro potere.
Come si permettono, cosi facendo si salta a pie pari il comune malaffare, la fiera degli appalti truccati, soldi spostati, mazzette e assegnazioni fasulle per far lievitare di 10/15 volte i costi del preventivo.
Allora via, periti, perizie che suggeriscono su carta rigorosamente bollata e con velocità fantascientifica, se consideriamo i normali tempi della burocrazia, che non verranno concesse le autorizzazioni in quanto la Regia Trazzera che stanno trasformando non è e non sarà a norma.
Magari, i timbri e la ceralacca per i bolli provengono proprio dagli stessi cassetti autorevolissimi che il 26 dicembre avevano dichiarato agibile il viadotto della Agrigento Palermo, crollato il 31 dello stesso mese, ovvero solo 4 giorni dopo.
Per cui se non mi stupisce l’atteggiamento del sistema, mi stupisce, di contro, e mal digerisco, l’atteggiamento di alcuni miei conterranei a tale operazione.
Invece di stropicciarsi gli occhi davanti ad un gesto pratico della politica, ovvero senza costi per te popolo e facendolo subito, molti, vedono l’operazione come una pagliacciata. Spalleggiando di fatto, con il loro scetticismo quella politica che li ha spolpati di ogni dignità portando la Sicilia nel 2015 ad essere senza una rete stradale e ferroviaria adeguata per un paese civile.
Persone che passano la giornata lamentandosi che le cose non vanno bene, ma che poi regolarmente, al momento di votare, preferiscono premiare proprio quel sistema che li ha presi in giro per anni.
Concludo dicendo che non mi sorprende che a livello istituzionale si dica in modo autoritario: In nome dello Stato ! Non ti permetto di stravolgere il mio sistema.
Mi delude invece la reazioni dei molti cittadini, che invece di urlare a forza che venga seguito l’esempio, qualunque sia il loro schieramento politico, forse impauriti dalla potenzialità del gesto, passino il tempo a sbeffeggiare invece di rendersi conto di stare perdendo un occasione.
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